Archivi contemporanei

Tutte le trasformazioni del mondo contemporaneo incidono profondamente sul sistema della conservazione della memoria e sulle modalità di accesso e utilizzo delle fonti.
A partire dall'industrializzazione e dall'avvento della società di massa, dalla comparsa di nuovi protagonisti della scena politica, sociale e culturale, (classi, popoli, e il genere femminile, una volta subalterni e senza parola); dalla nascita di movimenti e partiti, di industrie, banche e sindacati, dalla necessità di fare la storia non solo degli eventi e delle trasformazioni, ma anche delle permanenze; dalla nascita degli "archivi della ricerca" con la loro mole sterminata di documenti, dal fatto che anche il presente e l'attualità sono legittimi oggetti di indagine storica, da tutti questi ed altri elementi nascono le riflessioni sulle pratiche e sulle teorie archivistiche adeguate al presente.
"[...] La moltiplicazione crescente, durante l'ultimo mezzo secolo, delle registrazioni e delle riproduzioni di testi, parole, suoni e immagini (oggi combinate nelle forme più varie di prodotti multimediali) è venuta, con la massa stessa dei documenti da conservare, a impostare in termini radicalmente nuovi il problema degli archivi.
Problema di raccolta, prima di tutto, per limitare le perdite dovute all'indifferenza e alle distruzioni più o meno sistematiche[...]; problema della conservazione, dopo, aggravato dalla fragilità dei materiali (fotografie, pellicole, registrazioni sonore, ecc)[...].Problema di statuto, anche, legato all'incertezza della frontiera tra pubblico e privato, e alla consapevolezza della necessità di proteggere un nuovo tipo di segreto, che non è più quello dello stato, ma quello dell'individuo come persona, e della sua vita privata[...]" (Maurice Aymard, Quali archivi per quale storia?, introduzione a Le carte della memoria. Archivi e nuove tecnologie, a cura di Marcello Morelli e Mario Ricciardi, Roma, Laterza 1997). Il pubblico di utenti degli archivi (allargato virtualmente ad una platea mondiale) è investito di nuove esigenze e diritti, ma anche di nuove forme di responsabilizzazione e consapevolezza.
Ma, anche di fronte a questi cambiamenti epocali, rimane nei confronti degli archivi l'interrogativo di sempre: come trasmettere memoria alle future generazioni, rendendo possibili il maggior numero di risposte alle domande (imprevedibili) che esse vorranno fare alle testimonianze del passato?
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