Femminismo

Il pensiero femminista ha attraversato, fin dal suo nascere, le più diverse aree culturali, decostruendo e in molti casi rifondando teorie e pratiche disciplinari. Non è possibile dare conto in questa sede, nemmeno sommariamente, delle trasformazioni sociali, politiche e teoriche a cui hanno dato esito le diverse correnti del femminismo internazionale. Si rimanda per l'Italia alla sommaria "Bibliografia". L'evoluzione degli anni '80 ha portato nel nostro paese, al consolidarsi di luoghi di riflessione e di studio, non istituzionalizzati in "women's studies" come nell'area angloamericana ed europea, ma in autonomi Centri di documentazione, Cooperative, Librerie, Associazioni, Riviste delle donne. (vedi Centri delle donne)
Attraverso essi il confronto politico e teorico è continuato, pur nelle mutate condizioni e talvolta nella mancanza di riscontri.
A questi luoghi di ricerca e all'opera delle singole si deve il lavoro più recente di rinnovamento metodologico nei campi delle scienze storiche e sociali, nella psicoanalisi, nella filosofia, nella linguistica, (vedi Critica del sessismo linguistico), ed anche, a partire dal 1986 (Chernobyl), ad un attraversamento critico dei presupposti metodologici delle scienze della natura.
Nello stesso periodo di tempo il femminismo si è mondializzato, entrando come discorso nelle istituzioni internazionali, che hanno prodotto grandi Incontri, l'ultimo quello di Pechino del 1995. E' nata, a livello di istituzioni, ma anche tra associazioni non governative e singole donne, una rete mondiale di riferimento, cosí simile e cosí diversa dallo spontaneo cosmopolitismo del femminismo degli anni sessanta e settanta. Alla necessità di confrontare il proprio percorso con tradizioni di donne diverse, e all'affacciarsi sulla scena politica di nuove generazioni di giovani donne si deve l'importanza e l'urgenza della riflessione sui temi della memoria, della trasmissione, della circolazione allargata dei saperi e delle conoscenze. Oggetto della riflessione sono anche i media attraverso cui avvengono gli scambi informativi: ecco la nuova attenzione ai linguaggi documentari, ai sistemi di conservazione, archiviazione e trasmissione dei testi del discorso femminista. E insieme i nuovi strumenti informatici e telematici, verso i quali è iniziato un diffidente e affascinato apprendimento, con esiti di perspicace analisi critica di una presunta neutralità tecnologica e di genere. (vedi Rivoluzione informatica)


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