La rivoluzione informatica

Nell'ultimo ventennio la nascita della 'società dell'informazione' ha cambiato e sta cambiando radicalmente, grazie alle applicazioni dell'informatica e della telematica, i criteri di conservazione, gestione e consultazione degli archivi.
Il processo di informatizzazione è stato uno spartiacque che ha determinato crisi e riflessioni: la diffusione della trasmissione e della registrazione elettronica dei messaggi ha dato vita ad 'archivi elettronici', alla cui base vi è una nozione nuova del documento; l'evoluzione del sistema dell'informazione e della comunicazione incide sull'idea stessa di documento, la diffusione delle banche dati che irrigano le reti telematiche pone problemi nuovi per il riconoscimento dei documenti e la costruzione degli archivi.

"La diffusione di documentazione e memorie elettroniche costituisce una vera e propria sfida nei confronti della disciplina archivistica. Diventa doveroso per gli archivisti verificare quanto di tale disciplina regge all'impatto delle nuove tecnologie.
Le reti telematiche, con la creazione di archivi virtuali, danno la possibilità di rispettare la pluralità di soggetti produttori, la molteplicità dei luoghi conservativi, il valore della proprietà e delle diverse tradizioni culturali, fornendo gli strumenti affinchè le nuove realtà archivistiche, lungi dal diventare un panorama disgregato e inconoscibile - pericolo che attualmente stiamo correndo - siano inserite in un circuito conoscitivo nazionale e internazionale." ( L.Giuva, Gli archivi storici dei partiti politici: un'occasione per riflettere sull'impatto delle nuove tecnologie sui modelli istituzionali di conservazione, in Carte della memoria, p. 39, cfr. bibliografia)

L'automazione non modifica l'approccio metodologico al modo di trattare le fonti, nè per quel che riguarda l'opportunità di interventi diversificati, nè per quanto riguarda il riordinamento dei fondi e l'elaborazione di guide e inventari, nel rispetto del principio di provenienza e del metodo storico. L'automazione influisce invece profondamente sulle modalità di comunicazione dei risultati del lavoro archivistico e quindi può influire sulle modalità di fruizione da parte dei ricercatori e sull'immissione e gestione degli aggiornamenti. Un uso acritico dell'informatizzazione può accentuare la tendenza alla dispersione delle fonti sul territorio nazionale o nell'informazione on-line, rischio che può essere eliminato giocando sul collegamento a vasto raggio tra archivi diversi ma con delle caratteristiche di omogeneità, consentendo l'aggregazione di fonti separate fisicamente ma complementari o a integrazione di un punto di vista storico e culturale offerte come corpus unitario agli studiosi.
Un saggio e consapevole ricorso agli strumenti informatici e telematici si impone quindi alla professione archivistica per sfruttarne le straordinarie potenzialità e per rispondere al contestuale allargamento e diversificazione dell'utenza; ma occorrerà guardarsi dall'utilizzare le metodologie informatiche in modo non coerente con le regole dell'archivistica, anche per evitare agli utenti di soffocare sotto una massa di informazioni non utili. (Cfr. Carte della memoria)
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