Vocabolario Treccani

È uscita la nuova edizione 2022 del vocabolario Treccani della lingua italiana. Valeria Della Valle e Giuseppe Patota hanno diretto il progetto e attuato innovazioni molto significative.

(ANSA) – ROMA, 12 SET – Architetta, notaia, medica, soldata: arriva per Treccani il primo ‘Dizionario della lingua italiana’ che registra anche le forme femminili di nomi e aggettivi che tradizionalmente si trovano solo al maschile.

Troviamo in ordine alfabetico una voce: “Amica, Amico” . Ma il lavoro di impianto di tutto il vocabolario riguarda il contrasto all’universale neutro: viene sostituita la parola “uomini” quando usata per indicare gli esseri umani in generale, con “essere umano” o “persona”.

Manifesti femministi ieri e oggi

23 giugno-31 agosto 2022 a Bologna

Ecofemminismo o barbarie: il pianeta che verrà

” Dall’intervista di Giuditta Pellegrini a Sara Manfredi, di CHEAP. «Dalle piante abbiamo mutuato l’idea che la sorellanza possa essere infestante, così come la partecipazione rizomatica; abbiamo tradotto il salto di specie in salto di comunità, per avvicinarci all’idea che non dovremmo solo occuparci di comunità umane, ma cercare di interagire con tutto ciò che di vivente c’è sul pianeta. Tutto questo lo abbiamo poi condiviso e rielaborato con Camila Rosa, ed è stato molto interessante per noi lavorare con lei, sia per la sua esperienza personale, come artista eco-femminista, sia per la sua provenienza da un paese in cui i movimenti ambientalisti sono sempre stati molto forti, radicati nelle comunità locali, ma allo stesso tempo connessi con diverse lotte e rivendicazioni di diritti». [Ecofemminismo sui muri di Bologna , Il Manifesto, 27 luglio 2022]

10-11 giugno 2022 a Torino

TORINO :: Il 10 giugno 2022, in occasione di Archivissima, il Festival degli Archivi, la Federazione Láadan Centro culturale e sociale delle donne e la Rete Lilith organizzano una mostra e una tavola rotonda dedicate ai manifesti femministi dagli anni ’70 del 900 a oggi: Cambia todo cambia: manifesti femministi dagli anni Settanta a oggi.Video della rassegna dei manifesti

“I manifesti in mostra rappresentano una piccola selezione di quanto prodotto o raccolto da parte dei centri e archivi dagli anni Settanta ad oggi.  La mostra non ha alcuna pretesa di offrire un panorama completo né della produzione grafica dei femminismi né del patrimonio presente nei nostri archivi, e rimandiamo a lavori futuri la possibilità di approfondire e ampliare” – scrive Elena Petricola nella presentazione. 

Provengono da:

  •  Archinaute Genova
  • Archivio delle donne in Piemonte Torino
  • Casa della donna Pisa
  • Casa delle donne Torino
  • Centro documentazione donna Ferrara
  • Centro documentazione studi sul femminismo – Archivia Roma
  • Centro donna Lilith Latina
  • Centro studi e documentazione pensiero femminile Torino
  • Centro di Documentazione e Studi delle donne La Tarantola Cagliari
  • DWF Roma
  • Federazione Làadan Centro culturale e sociale delle donne Torino
  • Fondazione Elvira Badaracco Milano
  • Libreria delle donne – Archivio storico del Comune Firenze
  • Luisa Festa – Archivio privato Napoli
  • Terre mutate L’Aquila

BLOG Il sessismo nei linguaggi

E noi bimbe? Disegno per adesivo del blog http://ilsessismoneilinguaggi.blogspot.com/2017/ della Casa della donna di Pisa

Il blog Il sessismo nei linguaggi http://ilsessismoneilinguaggi.blogspot.com/2017/ è stato aperto ad ottobre 2008 dal gruppo della Casa della Donna di Pisa coordinato da Matilde Baroni. Si è sciolto nel 2017 e fino al giugno 2022 il ricco materiale era rimasto visibile su web data la attualità del tema e delle informazioni e suggerimenti raccolti. Al momento non è più raggiungibile.

“L’uso che facciamo dei linguaggi, verbali e non (pubblicità, segnaletica, testi scritti e illustrazioni per l’infanzia, trasmissioni televisive…) riflette e influenza il nostro modo di pensare e di agire, e viceversa.
Secondo noi è il principale mezzo di espressione del pregiudizio e della discriminazione.
L’utilizzo di un linguaggio sessista tiene in vita e riproduce idee erronee e stereotipi di genere. [Dal blog]

Vite carte memorie: archivi di donne in Toscana

L’Associazione Archivio per la memoria e la scrittura delle donne Alessandra Contini Bonacossi propone per il 2022 il ciclo di incontri on line Vite Carte Memorie: archivi di donne in Toscana

Dal 23 marzo al 14 dicembre presentano: Gina Gennai (1887-1976), Bruna Talluri (1923-2006), Rossana Rossanda (1924-2020), Lara Vinca Masini (1923-2021), Oriana Fallaci (1929-2006), Anna Innocenti Periccioli (1929-2009), Verita Monselles (1929-2005), Mirella Scriboni (1950-2017). Sono scrittrici, giornaliste, fotografe e critiche d’arte, intellettuali dai nomi più e meno conosciuti, raccontate attraverso le carte conservate nelle biblioteche, negli archivi, nelle istituzioni culturali della Toscana, che aprono nell’occasione le loro porte al pubblico.

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Fondo Libreria delle donne di Firenze

Manifesto di Marta Bindi 1979
Marta Bindi, Manifesto per l’inaugurazione della Libreria delle donne di Firenze, 1979

Il fondo archivistico della Libreria delle donne di Firenze (1979-2019) è conservato e in gran parte consultabile in quattro sedi diverse.

La Rete Lilith ha dato corpo al desiderio di rendere consultabili i documenti, promuovendo il lavoro di inventariazione presso l’Archivio storico del Comune di Firenze.

Nel 2020 si è conclusa la prima fase del lavoro con un podcast ed un breve video presentati al Festival degli archivi promosso da Archivissima, su invito dell’associazione Làadan. E con una scheda per wikipedia sulla Libreria delle donne.

La seconda fase si è conclusa con la pubblicazione nella collana Quaderni della città n. 21 dell’Archivio storico del Comune di Firenze consultabile anche on line Manifesti e carte 1979-2019 dal fondo Libreria delle donne di Firenze dell’Archivio storico del Comune di Firenze, a cura di Piera Codognotto, Eugenia Galateri, Anna Luppi con la collaborazione di Francesca Moccagatta, Sara Barbolini, Agostino Ridone.

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“Genere lingua e politiche linguistiche” in FB

Alcune lilithiane sono tra le animatrici del gruppo Facebook Genere lingua e politiche linguistiche. Il gruppo è stato ideato e promosso nel 2011 dalla linguista Giuliana Giusti della Ca’Foscari di Venezia. Segnala testi e ricerche e ha tra le sue premesse il lavoro di Alma Sabatini.

Nota di Adriana Perrotta Rabissi, marzo ’22

La denuncia del sessismo linguistico iniziata in Italia con la ricerca di Alma Sabatini alla metà degli anni Ottanta è proseguita ad opera di giornaliste, scrittrici, operatrici culturali con iniziative volte ad affermare la necessità di rendere conto nel parlato e nello scritto di entrambe le soggettività che abitano il mondo, donne e uomini, contrastando l’uso del maschile pseudo-universale, che occulta la presenza e/o l’assenza delle donne nei processi sociali, politici, culturali.

Recentemente la presentazione in Parlamento del DDL Zan contro l’omotransfobia, che intende dare visibilità e diritto di esistenza nel discorso a soggettività con identità di genere non binaria, ha dato notevole impulso al dibattito in ragione dell’intreccio tra lingua e politica.

È stata così proposta da parte di studiose/i di ricorrere a un segno grafico e fonetico onnicomprensivo di tutte le identità percepite, al di fuori del dualismo maschio/femmina per dare la possibilità a qualunque soggettività di esprimersi e riconoscersi. Si vedano i lavori di Vera Gheno sulla scevà come segno di possibile impiego.

La proposta fa leva sull’inclusività, ma desta preoccupazione quando non aperta avversione sia in chi trascura le ragioni di “minoranze” oppure è anacronisticamente legato a un purismo linguistico che non esiste più da decenni, sia in chi pensa che ricorrere a un neutro, anche se non il maschile tradizionale, torni a rendere le donne invisibili, rinchiudendole nuovamente in un indifferenziato.

Fotografia di una storia

di Luisa Festa

Copertina catalogo Fotografia di una storia, di Luisa Festa
Fotografia di una storia: femminismo e movimenti delle donne a Napoli e in Campania: 1968-2018. Gesualdi, 2021

Il materiale del Centro Donna del Comune di Napoli è consultabile on line grazie ad un progetto europeo. Contiene anche le foto. Fa parte dell’Archivio delle Memorie delle Donne di Napoli promosso dal Comune

La Mostra “Fotografia di una storia 1968-2018. Femminismo e movimenti delle donne a Napoli e in Campania”, curata dalla scrivente e realizzata in occasione dei cinquant’anni del ‘68, si riproponeva di documentare la nascita del femminismo e del movimento delle donne  a Napoli ed in Campania e di rileggere e rivisitare le tappe più importanti della storia delle donne campane. Il catalogo riprende le 80 fotografie della mostra, di cui la metà scattate da me e raccolte nel mio archivio privato ed altre provenienti dagli archivi CGIL Campania, Press Foto, dalla Mensa Bambini Proletari-Madrigale per Lucia, dal movimento femminista le Nemesiache, In movimento di Salerno e dagli altri archivi dei Comuni che hanno ospitato la Mostra .

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Il femminismo nel passaggio degli anni Ottanta

Il femminismo nel passaggio degli anni Ottanta: ritirarsi in un archivio come atto di r-esistenza, di Rosa De Lorenzo. Relazione al convegno di Trento, 31 gennaio – 1 febbraio 2020, Genere e R-esistenze in movimento: Soggettivita’, Azioni e prospettive, Trento: Università di Trento, 2020. ISBN: 978-88-8443-894-2

Abstract: L’intervento si propone di analizzare le modalità e le ragioni della formazione, nel passaggio dagli anni Settanta agli anni Ottanta, dei Centri di documentazione del movimento femminista. Erano spazi della cultura femminile specificamente interessati alla raccolta di documentazione d’archivio dello stesso movimento e nacquero in una fase particolarmente delicata, caratterizzata in particolar modo dai fenomeni della istituzionalizzazione delle aggregazioni femministe, della differenziazione formale e progettuale tra le stesse e della loro azione in spazi pubblici.

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Dalla Rete Lilith a oggi

Intervento di Paola De Ferrari al seminario della Società Italiana delle Storiche Trent’anni di SIS (1989-2019). Memorie, ricerche, archivi , Roma, Casa internazionale delle donne, 15 giugno 2019. “Al centro dell’incontro è il progetto di riordino e di messa a disposizione dell’archivio della SIS, sul quale abbiamo chiamato a riflettere e discutere“.

Nel mio intervento inizierò parlando degli archivi femministi a partire dagli anni Ottanta, con una breve premessa sulla situazione di allora.

Nel corso dei Settanta, come è noto, i molti collettivi e gruppi locali con i quali si esprimeva il movimento femminista avevano fitte relazioni tra loro, mediate soprattutto dai contatti personali, oltre che dalle riviste del movimento, come Effe, Sottosospra, DWF, e lettere e rubriche sui giornali della sinistra extraparlamentare. La circolazione di inviti, volantini, documenti era intensa, molteplici le occasioni di incontro di persona nel corso di manifestazioni e viaggi, in cui si faceva incetta di documenti di svariate provenienze. Erano nate le Librerie delle donne (Maddalena Libri a Roma, la Librellula a Bologna, la Libreria delle donne a Milano, la Libreria delle donne di Firenze, la Libreria Lilith a Genova, per fare degli esempi) che erano anche luoghi di redistribuzione di documenti militanti. L’ottica della produzione e circolazione di questi testi era molto incentrata sul presente, sul loro uso immediato nel contesto delle mobilitazioni di movimento.

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Làadan e Archivissima

[Il lavoro della Federazione Làadan Centro culturale e sociale delle donne e Archivissima]. In: Leggere Donna, n. 189, 2020, p. 27

Archivissima: il festival degli archivi mantiene podcast e vari materiali delle edizioni annuali on line. Dell’edizione 2021 segnaliamo in particolare Fare memoria dei femminismi: esperienze e generazioni a confronto : tavola rotonda, a cura di Rete Genere, Generazioni, Femminismi. Torino:  Archivissima, 4 giugno 2021 a cura della Federazione Láadan – Centro culturale e sociale delle Donne con la Società Italiana delle Storiche, la Casa delle Donne di Alessandria, Non una di meno Torino e Rete Lilith.