Manifesti femministi ieri e oggi

23 giugno-31 agosto 2022 a Bologna, Ecofemminismo o barbarie: il pianeta che verrà

10 -11 giugno 2022 a Torino Cambia todo cambia: manifesti femministi dagli anni Settanta a oggi. [La mostra virtuale è accessibile nel sito, con password]

BOLOGNA :: Dal 23 giugno a fine agosto 2022, un set di poster inediti dialogano con la città sul tema della giustizia climatica e giustizia sociale. Con Ecofemminismo o barbarie: il pianeta che verrà il collettivo CHEAP presenta “un progetto di arte pubblica – coinvolto da ActionAid Italia all’interno del Festival della Partecipazione – incrocia un approccio radicale all’ecologia, indivisibile dalla giustizia sociale. Il tutto attraverso la lente trans-femminista che caratterizza da sempre gli interventi di arte pubblica e la visione di CHEAP.

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BLOG Il sessismo nei linguaggi

E noi bimbe? Disegno per adesivo del blog http://ilsessismoneilinguaggi.blogspot.com/2017/ della Casa della donna di Pisa

Il blog Il sessismo nei linguaggi http://ilsessismoneilinguaggi.blogspot.com/2017/ è stato aperto ad ottobre 2008 dal gruppo della Casa della Donna di Pisa coordinato da Matilde Baroni. Si è sciolto nel 2017 e fino al giugno 2022 il ricco materiale era rimasto visibile su web data la attualità del tema e delle informazioni e suggerimenti raccolti. Al momento non è più raggiungibile.

“L’uso che facciamo dei linguaggi, verbali e non (pubblicità, segnaletica, testi scritti e illustrazioni per l’infanzia, trasmissioni televisive…) riflette e influenza il nostro modo di pensare e di agire, e viceversa.
Secondo noi è il principale mezzo di espressione del pregiudizio e della discriminazione.
L’utilizzo di un linguaggio sessista tiene in vita e riproduce idee erronee e stereotipi di genere. [Dal blog]

Fondo Libreria delle donne di Firenze

Manifesto di Marta Bindi 1979
Marta Bindi, Manifesto per l’inaugurazione della Libreria delle donne di Firenze, 1979

Il fondo archivistico della Libreria delle donne di Firenze (1979-2019) è conservato e in gran parte consultabile in quattro sedi diverse.

La Rete Lilith ha dato corpo al desiderio di rendere consultabili i documenti, promuovendo il lavoro di inventariazione presso l’Archivio storico del Comune di Firenze.

Nel 2020 si è conclusa la prima fase del lavoro con un podcast ed un breve video presentati al Festival degli archivi promosso da Archivissima, su invito dell’associazione Làadan. E con una scheda per wikipedia sulla Libreria delle donne.

La seconda fase si è conclusa con la pubblicazione nella collana Quaderni della città n. 21 dell’Archivio storico del Comune di Firenze consultabile anche on line Manifesti e carte 1979-2019 dal fondo Libreria delle donne di Firenze dell’Archivio storico del Comune di Firenze, a cura di Piera Codognotto, Eugenia Galateri, Anna Luppi con la collaborazione di Francesca Moccagatta, Sara Barbolini, Agostino Ridone.

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Fotografia di una storia

di Luisa Festa

Copertina catalogo Fotografia di una storia, di Luisa Festa
Fotografia di una storia: femminismo e movimenti delle donne a Napoli e in Campania: 1968-2018. Gesualdi, 2021

Il materiale del Centro Donna del Comune di Napoli è consultabile on line grazie ad un progetto europeo. Contiene anche le foto. Fa parte dell’Archivio delle Memorie delle Donne di Napoli promosso dal Comune

La Mostra “Fotografia di una storia 1968-2018. Femminismo e movimenti delle donne a Napoli e in Campania”, curata dalla scrivente e realizzata in occasione dei cinquant’anni del ‘68, si riproponeva di documentare la nascita del femminismo e del movimento delle donne  a Napoli ed in Campania e di rileggere e rivisitare le tappe più importanti della storia delle donne campane. Il catalogo riprende le 80 fotografie della mostra, di cui la metà scattate da me e raccolte nel mio archivio privato ed altre provenienti dagli archivi CGIL Campania, Press Foto, dalla Mensa Bambini Proletari-Madrigale per Lucia, dal movimento femminista le Nemesiache, In movimento di Salerno e dagli altri archivi dei Comuni che hanno ospitato la Mostra .

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Il femminismo nel passaggio degli anni Ottanta

Il femminismo nel passaggio degli anni Ottanta: ritirarsi in un archivio come atto di r-esistenza, di Rosa De Lorenzo. Relazione al convegno di Trento, 31 gennaio – 1 febbraio 2020, Genere e R-esistenze in movimento: Soggettivita’, Azioni e prospettive, Trento: Università di Trento, 2020. ISBN: 978-88-8443-894-2

Abstract: L’intervento si propone di analizzare le modalità e le ragioni della formazione, nel passaggio dagli anni Settanta agli anni Ottanta, dei Centri di documentazione del movimento femminista. Erano spazi della cultura femminile specificamente interessati alla raccolta di documentazione d’archivio dello stesso movimento e nacquero in una fase particolarmente delicata, caratterizzata in particolar modo dai fenomeni della istituzionalizzazione delle aggregazioni femministe, della differenziazione formale e progettuale tra le stesse e della loro azione in spazi pubblici.

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Dalla Rete Lilith a oggi

Intervento di Paola De Ferrari al seminario della Società Italiana delle Storiche Trent’anni di SIS (1989-2019). Memorie, ricerche, archivi , Roma, Casa internazionale delle donne, 15 giugno 2019. “Al centro dell’incontro è il progetto di riordino e di messa a disposizione dell’archivio della SIS, sul quale abbiamo chiamato a riflettere e discutere“.

Nel mio intervento inizierò parlando degli archivi femministi a partire dagli anni Ottanta, con una breve premessa sulla situazione di allora.

Nel corso dei Settanta, come è noto, i molti collettivi e gruppi locali con i quali si esprimeva il movimento femminista avevano fitte relazioni tra loro, mediate soprattutto dai contatti personali, oltre che dalle riviste del movimento, come Effe, Sottosospra, DWF, e lettere e rubriche sui giornali della sinistra extraparlamentare. La circolazione di inviti, volantini, documenti era intensa, molteplici le occasioni di incontro di persona nel corso di manifestazioni e viaggi, in cui si faceva incetta di documenti di svariate provenienze. Erano nate le Librerie delle donne (Maddalena Libri a Roma, la Librellula a Bologna, la Libreria delle donne a Milano, la Libreria delle donne di Firenze, la Libreria Lilith a Genova, per fare degli esempi) che erano anche luoghi di redistribuzione di documenti militanti. L’ottica della produzione e circolazione di questi testi era molto incentrata sul presente, sul loro uso immediato nel contesto delle mobilitazioni di movimento.

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Làadan e Archivissima

[Il lavoro della Federazione Làadan Centro culturale e sociale delle donne e Archivissima]. In: Leggere Donna, n. 189, 2020, p. 27

Archivissima: il festival degli archivi mantiene podcast e vari materiali delle edizioni annuali on line. Dell’edizione 2021 segnaliamo in particolare Fare memoria dei femminismi: esperienze e generazioni a confronto : tavola rotonda, a cura di Rete Genere, Generazioni, Femminismi. Torino:  Archivissima, 4 giugno 2021 a cura della Federazione Láadan – Centro culturale e sociale delle Donne con la Società Italiana delle Storiche, la Casa delle Donne di Alessandria, Non una di meno Torino e Rete Lilith.

Archivio del Cedostufe

Archiviazione ed informatizzazione dell’archivio del Cedostufe, nodo romano della Rete Lilith, dialogo tra Stefania De Biase e Simonetta De Fazi. In: Leggere Donna, n. 192, luglio-agosto 2021, p. 40-41

Nel  linguaggio comune, mediato da quello giuridico, “archiviare” è un termine che si riferisce a qualcosa di finalmente concluso e che spesso si era aperto con finalità poi rivelatesi sbagliate. Tutto il contrario di ciò che è capitato al “progetto Now” contenuto nell’archivio del  Cedostufe (Centro Documentazione e Studi sul Femminismo di Roma) di cui ora l’associazione Archivia ha fatto l’inventario. Si tratta di un progetto del 1993 nato all’interno della Rete Lilith – la Rete prima della rete (internet) – e finalizzato ad implementare, come condiviso nei programmi e negli auspici dall’Unione europea, l’occupazione femminile creando nuove figure professionali nell’ambito della documentazione con attenzione alla differenza di genere.

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Video intervista alle Archinaute

Intervista all’associazione Archinaute di Genova del 6 novembre 2014 realizzata dall’ICAR del Ministero della cultura all’interno del progetto Ti racconto la storia: “La storia contemporanea recente raccontata attraverso interviste a testimoni diretti, registrazioni radiofoniche, contributi audiovisivi che ci restituiscono frammenti di memoria condivisa accessibili a tutti”.



Salva con nome

Segnaliamo con il titolo del libro di Paola De Ferrari, i fondi archivistici personali di donne trattati in Lilarca, applicativo per documenti di archivi messo a punto dalla Rete Lilith.

Presso la Casa delle donne di Torino si trovano ordinati e consultabili i documenti dell’attività politica e sindacale di Alessandra Mecozzi . Sul fondo è stato pubblicato il libro: Salva con Nome: inventario del Fondo Alessandra Mecozzi a cura di Paola De Ferrari, 2007.

Sempre alla Casa delle donne di Torino si trovano I documenti dell’attività politica di Piera Zumaglino e del movimento femminista torinese.